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Ore 18.20 Tolfa est A12 Roma-Civitavecchia

È una splendida giornata di sole. Tra poco salirò su un camion enorme e difficile da guidare, un autotreno, ma soprattutto trasporterò qualcosa di particolare, delicato, vivo: animali! Queste le sole informazioni a mia disposizione. Ho appuntamento all’area di sosta Tolfa est sull’autostrada Roma-Civitavecchia. Sono le 18.26 e sto aspettando Raffaele, un autotrasportatore di Benevento e solo quando lo incontrerò scoprirò meta e oggetto del viaggio… sono curioso. So solo, come ho detto, che non sarà un carico comune. Ma eccolo che arriva. Mi si presenta davanti un grosso tir nero e giallo, scende un ragazzone alto e imponente che con un gran sorriso mi viene incontro e mi stringe la mano. Raffaele Buffolino titolare di un’azienda campana specializzata nel trasporto di animali vivi. Mi fa salire di corsa perché, come mi spiega, dobbiamo correre a prendere un traghetto da Civitavecchia per la Sardegna: obiettivo 40 mucche e tori.

 

E via...si parte.

Salgo in cabina e Raffaele mi fornisce qualche dettaglio in più sul lavoro che ci aspetta e sul fatto che staremo insieme un paio di giorni. Dobbiamo arrivare con il traghetto della Tirrenia ad Olbia e la mattina successiva incontreremo il “procacciatore”, una sorta di agente mediatore in compravendita di bestiame. Solo lui potrà dirci in quali allevamenti andremo a caricare gli animali.

Raffaele ha una tabella di marcia giornaliera, sommaria, “selvaggia”, non sa né dove né quando andare a caricare gli animali. Sa solo che gli servono 40 bovini e che dovrà raggiungere diversi allevatori sperduti nel nord della Sardegna, caricare le bestie e raggiungere in tempo il traghetto di ritorno. Raffaele per il giorno successivo ha prenotato il viaggio di rientro con la Tirrenia per Civitavecchia. Fallire significa far scendere tutti gli animali, perdere un’intera giornata di lavoro, e soprattutto perdere migliaia di euro. I costi di movimentazione di un mezzo come il suo, che come vi ho detto è un autotreno molto grande, sono altissimi. Solo il traghetto ad esempio, andata e ritorno, può costare fino a 1200 euro. A questo vanno aggiunte molte altre spese come costo del carburante, pedaggi autostradali etc… Questo è il cosiddetto trasporto intermodale gomma-nave che avevo già sperimentato con la Sirenetta.

Raffaele e il trasporto di animali

Il buon Raffaele mi spiega che il suo tipo di trasporto è uno dei più difficili e costosi: tempo, manutenzione dei mezzi, pulizia e igienizzazione dei camion, norme sanitarie, norme di sicurezza, cura degli animali, costo del carburante, pedaggi, personale…

“Bisogna amare questo lavoro per farlo bene - sottolinea Raffaele – bisogna avere passione per i camion, ma soprattutto amare, avere rispetto per gli animali.

Devi aiutare gli allevatori a farli salire sul mezzo, accudirli per tutto il viaggio, assicurarti che stiano bene”.

E mentre mi parla del suo lavoro, sempre con il sorriso sulle labbra, ricorda di quando già bambino aiutava il padre in macelleria “avevo cominciato a fare i primi passi e montavo su una sedia per aiutarlo al bancone”.

Raffaele e l'amore per questa professione

Stiamo per arrivare a Civitavecchia e Raffaele mi spiega che tra i costi che la sua azienda di trasporti affronta, c’è una voce molto importante: il lavaggio dei camion dalle feci di vacche, maiali o pecore, per renderlo lindo e pulito secondo la normativa, per il viaggio successivo. Insomma, un vero e proprio lavoro di ‘merda’.

Ci sono proprio delle splendide premesse: una giornata in mezzo agli animali, tanta fatica e tante responsabilità. Mi sorge subito una domanda per il mio compagno di viaggio… Ma la bellezza di questo lavoro dove sta? “L’amore per gli animali sopra a tutto – risponde Raffaele candidamente – la bellezza di fare un’esperienza nuova ad ogni viaggio, e dover risolvere ogni volta problemi e criticità diversi e improvvisi. Con gli animali è così, non sono scatole di cartone inanimate” .

Ore 19.04, arriviamo davanti alla banchina di partenza e mi chiedo come faremo ad entrare e a muoverci in mezzo alle macchine nel garage del traghetto. Rimango incantato nel vedere la facilità con cui sposta il camion con il rimorchio annesso. Riesce a fare retromarcia e ad infilare il suo autotreno in uno spazio strettissimo tra due camion seguendo le indicazioni del personale della nave. Non smette mai di raddrizzare e sterzare il volante con una precisione millimetrica. Finite le operazioni possiamo scendere.

Saliamo sulla nave per Olbia

Ci dirigiamo al ristorante e ci regaliamo una splendida cenetta a due. Raffaele è una buona forchetta, garantisco, ma soprattutto una piacevole compagnia. Parliamo della sua azienda che con gli anni, nonostante i sacrifici, cresce sia come parco mezzi che come commesse di lavoro. Ma la crisi la sente anche il suo comparto e i guadagni, rispetto ai costi, rendono sempre meno. Le preoccupazioni certo non gli mancano, ma alla moglie Daniela che segue la parte amministrativa della società, cerca di non farle pesare e come dice lui stesso “di non farle mai mancare un sorriso perché se manca il sorriso finisce anche la forza che questa professione richiede”.  Mi ricorda il Candido di Voltaire, la positività, il sorriso, la ricerca continua dell’Eldorado. E per Raffaele l’Eldorado sono gli animali e per raggiungerli deve affrontare ogni volta le tante difficoltà che ‘la strada’ gli mette di fronte per raggiungere i suoi obiettivi.

“Guarda Marco che gli animali che vado a caricare molto spesso sono allo stato brado. È una lotta continua contro il tempo – mi spiega – e di rispetto per gli animali che devo trasportare. Aiuto gli allevatori a radunarli e a spingerli dentro il camion e a volte… come un torero, mi ritrovo ad affrontare tori nervosetti non intenzionati a fare un viaggio.” Si fa mezzanotte, domani ci aspetta una giornata impegnativa e andiamo a dormire nelle nostre cabine.

Dall'alba al tramonto alla ricerca dell'eldorado

Alba, ore 5.30 mi sveglio (non so come) e mi preparo a scendere nei garage per partire insieme al mio compagno di viaggio. Sono solo le 6.00 e non riesco a svegliarmi mentre Raffaele è sveglio e carico come un grillo! La nave attracca e partiamo di corsa alla volta dell’appuntamento con il nostro procacciatore, Raimondo.

Ma la giornata parte subito male. Raimondo non c’è e non risponde al telefono e solo lui può dirci dove andare. Non ci resta che aspettare… aspettare il nulla… Con quasi 1 ora di ritardo arriva finalmente Raimondo, la nostra “guida” in terra sarda che senza troppi convenevoli ci espone con pochissime parole il programma della giornata: “Dobbiamo lavorare, seguitemi”.

Ci mettiamo nelle sue mani e partiamo per l’entroterra della Sardegna al seguito di Raimondo, la nostra stella polare. Poche parole e speriamo tanti fatti dato che per la fine della giornata dobbiamo prendere in tempo il traghetto per il rientro con il camion carico di animali. La giornata è già partita con un ritardo considerevole.

Prima tappa, primo allevamento

Arriviamo a Murta Maria, al primo allevamento segnalato dal buon Raimondo. Davanti a noi si presenta un panorama desolante e desertico con 4 mucche sparse. Raffaele è preoccupato e Raimondo attaccato al telefono alla ricerca dei pastori. Ci spiega, sempre con poche parole, che le bestie sono vicine e che in 10 minuti arriveranno sul posto.

Non per sfiducia, ma guardo l’orizzonte e vedo in lontananza dei puntini bianchi… molto in lontananza. “Dove sono queste vacche?” chiedo alla nostra stella polare. “Vicine, vicine -  mi risponde lui – è inutile rinchiuderle, devono mangiare e pascolare…”.

Sapendo che Raffaele sarebbe venuto questa mattina per caricarle non potevano lasciarle nella stalla dalla sera precedente? Ma queste in fondo sono solo mie elucubrazioni che lasciano il tempo che trovano… ahahahah

In ritardo fino dal primo carico...

Per la prima volta vedo Raffaele preoccupato. Ma non si perde d’animo e comincia a preparare il camion gettando sul pavimento del mezzo sacchi e sacchi di segatura. Guardiamo l’orizzonte assolato e aspettiamo, aspettiamo e aspettiamo. Dopo 1 ora e mezza di attesa e proprio quando stavamo perdendo le speranze, vediamo arrivare i primi capi… evviva si comincia!!!

Non possiamo perdere un secondo e dobbiamo caricare almeno 20 animali. Ma ricordiamoci che questo non è un carico normale, sono animali con le loro legittime esigenze e per me comincerà un’esperienza straordinaria. Un’esperienza veramente nuova. Mi sento come un cow boy americano e urlando e ululando, spingo la mandria verso il camion. Per stare in mezzo agli animali anche tu devi essere un po’ animale. C’è da faticare, correre e fare attenzione a non farsi male. Uso anche il bastone dei pastori ma solo per sfiorare gli animali e indicare la direzione da seguire. Non potrei mai fare del male a queste bestie che in fila indiana e docilmente si dirigono verso l’autotreno.

Il camion si trasforma...

La prima parte del carico è fatta ma c’è da riempire ancora un intero piano dell’autotreno. Sì, perché i suoi mezzi sono predisposti per diventare a doppio piano.

Raffaele è pieno di energia, non perde un istante nelle varie operazioni e io invece rimango incantato nel vedere sollevare il primo carico di mucche con un sistema simile ad un ascensore.

Chiudiamo i portelloni, sbrighiamo la parte burocratica e il mediatore informa Raffaele sul prossimo carico.

La situazione ha dell’incredibile! Dobbiamo andare presso una pompa di benzina dove ci aspettano 3 vacche da caricare. E via, partiamo per la prossima tappa sempre dietro alla nostra guida.

 

Seconda tappa, secondo carico.

Torniamo sulla strada e Raimondo ci chiama per informarci che anche i prossimi allevatori sono in ritardo. E mentre lo ascolto, una domanda mi sorge spontanea: “Ma secondo te il nostro mediatore sa quello che deve fare”? “No!” Mi risponde sorridendo Raffaele. E come ciliegina sulla torta si presenta davanti a noi un traffico infernale con le macchine bloccate in una lunga coda a causa di un autotreno lungo più di sessanta metri fermo sulla strada.

Riusciamo ad uscirne e finalmente arriviamo sul luogo dell’appuntamento, una pompa di benzina semideserta. Fortunatamente gli allevatori ci stanno spettando con gli animali pronti a scendere dal loro piccolo camion.

Raffaele è velocissimo, avvicina il rimorchio, apre gli sportelloni e carica gli animali in 5 minuti. Si passa scartoffie, scambio di documenti e fogli da firmare che sembrano non finire mai… e via verso la prossima tappa cercando di recuperare il ritardo accumulato.

Il ranch in mezzo alla sardegna

Sono le 12,16 e finalmente arriviamo all’appuntamento con il successivo allevatore nei pressi di Ozieri. Siamo molto ritardo rispetto alla tabella di marcia e chiaramente… non c’è nessuno e nessuno ci risponde al telefono. Io mi agito, ho l’ansia come se fosse mia l’azienda di trasporti, di non riuscire ad arrivare in tempo al traghetto.

Ma Raffaele sorride paziente e come sempre è lui a rassicurare me: “Bisogna prenderla con calma caro Marco, trasportiamo animali e non dobbiamo agitarci”. Solo con un carattere come quello di Raffaele si può affrontare questo tour de force con ritardi che si accumulano e che possono farci perdere il traghetto e fare perdere a lui migliaia di euro.

Finalmente arriva l’allevatore e ci porta alla sua proprietà.

Davanti a me si presenta uno scenario da film western, un ranch con tori, mucche, cavalli e cactus come cornice. E io penso all’incontro con i tori che dovremo caricare… Mi preparo psicologicamente al mio incontro faccia a faccia con il toro.

Uomo Vs. Toro

Il Fattore e il figlio sono molto gentili e ospitali. Mi raccontano della gestione dei tori e delle incornate subite nel corso degli anni: almeno trecento. Vogliono rincuorarmi, apprezzo le intenzioni, ma non mi rassicurano per niente, anzi. Intanto aiuto Raffaele a preparare il camion: apriamo gli sportelli, tiriamo giù la rampa e buttiamo la segatura all’interno.

Ci avviciniamo ai recinti e iniziamo le operazioni. Dobbiamo avvicinare le 3 mucche e i 3 tori selezionati e spingerli lungo il corridoio di passaggio che li indirizzerà al nostro tir. Ammetto di essere un po’ teso… Uno dei tori è nervosetto e scalcia, ma quando Raffaele con forza e sicurezza lo richiama all’ordine con urli e braccia alzate, l’animale si fa docile e segue il nostro camionista.

Vedo gli animali sottomettersi e seguirci docilmente e in un attimo vengono caricati insieme agli altri sul camion. Qui il vero animale è Raffaele e i tori lo hanno capito!

Altro giro, altra corsa

Siamo in ritardo, come sempre. Mettiamo in sicurezza gli animali, chiudiamo gli sportelli, finiamo le ultime operazioni e ci rimettiamo di corsa dietro a Raimondo per tornare alla pompa di benzina dove eravamo già stati per recuperare altre bestie. Abbiamo 80 chilometri da fare lungo le non sempre facili strade della Sardegna per tornare dagli allevatori precedenti, e il nostro buon Raimondo ci inserisce un’altra tappa. Altro allevamento in cui lasciare alcuni animali e prenderne altri.

Tutto senza organizzazione e di corsa.

Ma anche questo è il lavoro dell’autotrasportatore… E come sempre aspettiamo.

Quando arrivano le mucche aiuto Raffaele con l’ennesimo scarico e carico e con le ultime operazioni… Ci siamo.

Stiamo finendo il tour tra gli allevatori sardi e possiamo finalmente correre verso il nostro traghetto.

Obiettivo raggiunto

È andata. Alla fine ce l’abbiamo fatta!! Per pochi minuti ma riusciamo ad arrivare alla nave per il rientro con il nostro carico completo.

È stato emozionate lavorare con Raffaele, aiutarlo nel suo lavoro, preoccuparsi per i ritardi e vivere una sardegna insolita, affascinante, sconosciuta e diversa dalle immagini vacanziere da cartolina. Ma la cosa più bella di questa esperienza è stata conoscere Raffaele, un uomo, un camionista che fa tutto con grande serenità, con tanta passione e tanto amore per gli animali.

Sinceramente non credevo che saremmo riusciti a fare tutto, ad arrivare alla fine di questa giornata con il carico completo e raggiungere in tempo alla nave. Ma soprattutto non pensavo di arrivarci con il sorriso e la serenità che Raffaele mi ha sempre trasmesso. Un lavoro questo che si può fare solo se sei un inarrestabile e Raffaele è un vero Inarrestabile.

Marco Berry