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Michele e la passione per i camion

Appuntamento all’alba di una mattina assolata e comincia la mia giornata di lavoro con Michele Perrotti, un camionista del sud, imprenditore nel settore degli autotrasporti che in pochi anni è passato da un solo camion ai 7 mezzi che possiede oggi per il trasporto di cereali e mangimi per tutta Italia. Fiero, spontaneo, coraggioso, instancabile, Michele è tutto questo e lo capisco dalla grinta con cui mi accoglie e mi presenta Atelier. Chi è Atelier vi domanderete? Ma come, è il suo camion. Sì, perché per Michele i camion non sono solo delle seconde case da curare ed arredare, ma sono delle persone, dei compagni di viaggio con cui gira l’Italia per il suo lavoro. E come per gli appassionati di moto, macchine, o animali da esposizione, Michele mi illustra Atelier “color terra lunare”, descrive i lavori di abbellimento e personalizzazione e mi elenca i premi vinti ai concorsi per Camion che si svolgono in occasione delle Fiere dedicate ai truck! Avvicinandomi al camion, mi rendo conto che è perfetto nei dettagli e nell’estetica. E non vedo calendari di donne come nello stereotipo dei camionisti, ma immagini sacri e di famiglia. Ogni mezzo viene battezzato prima della messa su strada. Comunque, fatemelo dire, un vero salotto su ruote!!!!

 

Comincia la nostra giornata di lavoro

Pronti, attenti, via… dopo i convenevoli partiamo alla volta dello stabilimento di Mantova e comincia la nostra dura giornata di lavoro. Abbiamo 800 chilometri da fare e un carico di cereali da portare a destinazione. Michele si cambia e insieme indossiamo il giubbetto di sicurezza ed entriamo nello stabilimento per seguire le operazioni di carico delle gemme di mais. Sembra un deserto in miniatura, montagne di cereali dove vorrei tuffarmi come un bambino. Centinaia di quintali di mais che vengono distribuiti in modo scientifico sul semirimorchio. Passiamo alla pesa del camion per perfezionare il nostro carico e chiudiamo il tutto con un telone. Ma quando saliamo sul tir… guai a portare polvere in salotto. Michele mi fa pulire molto bene, tolgo le scarpe e via, si parte!

 

Michele, i camion e il lavoro di una vita

“Questo camion lo guidiamo solo in due, io e nessuno” con queste parole Michele mi informa su chi può e non può, guidare i suoi mezzi personali. In azienda lavora insieme al fratello Antonio ed altri 5 dipendenti tra autisti e impiegati tra i quali la moglie Rosaria che segue l’amministrazione. Molte aziende di trasporti, infatti, sia piccole che grandi, riescono ancora ad essere a prevalente gestione famigliare. E Antonio, con cui avevo parlato prima di partire, mi racconta chi è Michele e come è nata la sua passione per decorare i camion. Una passione da sempre condivisa con il fratello Francesco che proprio per un camion ha perso la vita. In realtà, come mi racconterà Michele, da una discussione con un ragazzo della sua zona dovuta al camion battezzato “Capriccio”, ne è nato un litigio sfociato poi nella peggiore delle tragedie: un uomo che spara e uccide un altro uomo. Surreale, estremo e incomprensibile momento di follia. La giustizia ha fatto il suo corso e Michele, mi rincuora, mi spiega che né lui né la sua famiglia ha mai pensato alla vendetta. Ma questo è un dolore che Michele porta dentro al cuore e ci convive ogni giorno della sua vita. Mi ricorda che questo lavoro l’ha ereditato dal padre che ha insegnato il mestiere di camionista ai 3 figli maschi “con il bastone e la carota” come dice lui stesso: “questo mestiere ce l’ho nel sangue”. Ma Michele ha una carica contagiosa… parla sempre: con me, al telefono con la radio, e sempre in pugliese. Ora gli chiederò una lezione di dialetto...

 

La comunicazione tra camionisti...

Per Michele mostrare, mettersi al centro dell’attenzione è qualcosa che va oltre la vanità e me ne accorgo mentre lo sento parlare al telefono. A questo punto parte una vera e propria campagna promozionale. Ogni telefonata è buona per ribadire che è il protagonista di un programma televisivo. Dopo il telefono passa all’etere con la radio CB e prontamente i colleghi diffondono la notizia. Ottimo esempio di come si muovono le comunicazioni tra camionisti in tempo reale. Ora Michele gioca, scherza e si mette in mostra, ma in molti casi può essere utile questo passa parola per comunicare ai colleghi incidenti, deviazioni o rallentamenti del traffico molto prima che i giornali radio diffondano gli aggiornamenti sul traffico. Per chi vive sulle strade e per lavoro deve lottare quotidianamente contro il tempo per consegnare il proprio carico, queste comunicazioni sono vitali.

I raduni di camionisti, un mondo a parte

“Non è bello farsi notare, ma farsi ricordare” con queste parole Vincenzo, il figlio maggiore di Michele, mi descrive lo spirito e la passione con cui famiglia cura i camion. E queste parole mi tornano in mente durante il nostro lungo viaggio. Michele, infatti, mi spiega cosa c’è dietro questa cura maniacale per i camion: la partecipazioni ad eventi e gare dedicate all’autotrasporto. Al pari dei raduni dei motociclisti, anche i camionisti hanno le loro occasioni per esibire e lucidare i propri mezzi. A Misano, Monza e Verona ad esempio, ogni anno in occasione delle fiere promosse dalle case costruttrici di camion e dalle società che operano nei prodotti e servizi per il settore, ci sono eventi collaterali come gare su circuiti o veri e propri concorsi di bellezza per i camion. Un mondo che spesso i non addetti ai lavori non conoscono. “L’Italia si è innamorata dei miei mezzi” - dice con fierezza Michele - “tra centinaia di camion ho vinto più volte con i miei tir il titolo di Camion più bello d’Italia. A Misano quest’anno ho vinto il primo premio su 194 camion”. Quindi ci sono altri 194 camionisti con la stessa passione di Michele! Però…! Mi ricorda un po’ Anna Magnani nel film “Bellissima” di Luchino Visconti, dove c’è una madre che porta la bimba alla selezione per partecipare ad un film importante.

Chiedo a Michele il senso d tutto questo e se questo lo aiuta a lavorare di più. Lui mi spiega che oltre al lavoro, che richiede tutti i suoi sforzi e attenzioni, la cura dei suoi camion è il suo orgoglio e il suo divertimento. Pensare a come trasformare il prossimo camion è un hobby che vive in modo scanzonato e autoironico. E tutto questo nonostante la moglie, che gestisce le finanze, si arrabbi continuamente per le spese e il tempo che questa passione richiede!

Ma niente è perfetto. E anche il camion di Michele ha la sua pecca… Infatti, sul lato del guidatore Michele voleva la inglese “warning” (pericolo, allarme), e invece si è ritrovato un bel “warring”, guerriero. E Michele un po’ guerriero lo è…

E il viaggio prosegue...

Pausa per il pranzo, siamo entrambi buone forchette, e il viaggio prosegue. E quando ripartiamo incontriamo una collega dall’altra parte dell’autostrada, la Sirenetta con il suo camion tutto colorato con la protagonista dei mari Disney, proprio l’Antonella Gallo con cui farò un viaggio insieme nei prossimi giorni dalla Sicilia alla Campania. La salutiamo con il Cibi e proseguiamo con la lazione di pugliese… provo a stare dietro al suo dialetto ma è impossibili. È troppo veloce. Ma non demordo.

 

 

Ritorno a Lucera

Poi parliamo della Perrotti Michele autotrasporti e di come non avrebbe mai creduto di veder crescere così l’azienda di famiglia. Infatti sul camion ha fatto scrivere “Ringrazio Dio di avermi fatto superare i miei sogni”. Sì, perché in anni di crisi come quelli che stiamo vivendo in cui le aziende chiudono o falliscono, è un piacere sentire chi invece con investimenti e tenacia, riesce a portare avanti la propria attività. Mi spiega che molto del suo successo è dovuto alla specializzazione e settorializzazione nel trasporto di cereali e mangimi. E finalmente arriviamo a Lucera in provincia di Foggia e prima di andare a consegnare la merce ci fermiamo nel piazzale della sua azienda per vedere il famoso Capriccio, il camion del fratello Francesco e per il quale dopo una futile discussione, ha perso la vita.

Ci salutiamo con un forte abbraccio. Quasi 800 chilometri al suo fianco per scoprire il mondo fantastico di Michele, della sua azienda, del trasporto cereali, della sua famiglia molto unita, ma soprattutto per capire le radici della sua passione estetica per i camion. Lascio Michele, un vero inarrestabile, per andare verso Como ad incontrare un altro inarrestabile Gianky.