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Il buongiorno si vede dal mattino

 
Oggi per me è una giornata particolare perché sto per incontrare un camionista, un vero camionista. Uno di quelli grandi e grossi che solo a sentirne parlare ti fa paura. Appuntamento all’alba, ore 6.00, nel piazzale della ditta Cantelmi ad Albano laziale. Anche chi lo conosce da vicino mi dice di fare molta attenzione. Uno squalo a confronto con Graziano, ha la dolcezza di Nemo. Un incontro quindi, che mi incute uno strano timore… Ma finalmente eccolo, Graziano Cantelmi, mi viene incontro di corsa nel piazzale della sua azienda: “Adesso mi mena” penso istintivamente. Senza quasi un saluto vengo invece sgridato per 2 minuti di ritardo. Salgo sul tir e partiamo. Iniziamo a parlare, sciogliere il ghiaccio, a conoscerci e solo in viaggio scopro la meta e la merce che trasportiamo: rifiuti pericolosi da consegnare al termovalorizzatore A2A (http://www.a2a.eu/it/index.html) di Brescia che produce energia elettrica da ciò che normalmente buttiamo. Un impianto all’avanguardia che dovrebbero avere in ogni regione.

L'ansia mi pervade...

E scherzando e ridendo Graziano mi dice che a volte capita che i rifiuti combustibili (Cdr) che trasporta al termovalorizzatore di Brescia, siano radioattivi, ma che questa scoperta può farla solo passando sotto un enorme metal detector posizionato all’ingresso dello stabilimento di Brescia. Il nostro carico, e quindi il nostro viaggio, è appeso ad un controllo sulla radioattività. Se dovessimo essere positivi perderemmo una o più giornate di lavoro e Graziano ha un’azienda da portare avanti e una famiglia da cui tornare. Così, all’ansia per il camionista lunatico, si aggiunge quella per le radiazioni che potenzialmente viaggiano con noi… e il viaggio continua. Yahooooo!!!!

A 14 anni il suo primo viaggio su Tir...


 
Graziano si racconta, mi racconta, e mi sembra di essere in macchina con un amico che conosco da sempre. Ha una moglie che adora e che è felice gli sia ancora accanto nonostante il caratteraccio. Hanno 3 figli: 2 gemelline e un maschio. Mi parla di come ha iniziato questa professione ereditando dal padre la passione per i camion insieme alla piccola azienda di trasporto che lui negli anni ha trasformato in una importante realtà lavorativa per il settore. 14 è l’età in cui si è messo alla guida di un camion per il primo vero viaggio di lavoro verso il Portogallo. E la patente vi chiederete? Semplice, si faceva prestare la denuncia di smarrimento del documento da un amico e… il gioco è fatto. Se lo fermavano presentava questa carta. Ma erano altri tempi e come dice lui stesso: “ahò! Qua nelle braccia c’è la nafta!”. Vi assicuro che quelle braccia sono un bel biglietto da visita e sul fatto che abbia nafta nelle vene, non ho molti dubbi. Devo sottolineare che una volta era normale cominciare presto a lavorare aggirando le leggi, che a differenza di oggi, erano molto più blande in termini di sicurezza.

Le responsabilità di Graziano


 
Così anche Graziano si è buttato in pista. Ma l’amore per questa professione si percepisce ad pgni chilometro. È un’eredità di famiglia, una professione tramandata di padre in figlio e lui spera che un domani anche i figli possano continuare questa tradizione. Oggi l’azienda Cantelmi conta 50 automezzi, quasi 50 dipendenti e 50 famiglie per cui Graziano sente una grande responsabilità. Mi racconta di periodi in cui non dormiva per l’ansia di non riuscire a pagare gli stipendi a fine mese. Quella è la sua priorità! E questo è il tipo di titolare d’azienda che rappresenta il made in Italy!! Ma certe difficoltà sembrano superate anche grazie alla sua tenacia e al suo modo di gestire l’azienda. L’obiettivo è macinare chilometri su chilometri per fatturare il più possibile. Ma Graziano non riesce a stare per troppo tempo dietro la scrivania. Graziano deve guidare i suoi camion, la sua passione, la sua vita, la sua seconda casa. A questo proposito, vi segnalo che se volete salire nel suo mezzo personale, guai a non togliervi le scarpe! Io vi ho avvertito.

Entriamo nell'autostrada del sole

Riusciamo ad uscire dal raccordo, finalmente, ed entriamo nell’A1 l’autostrada del Sole ma per un tir questa strada è piena di insidie. E intanto Graziano mi racconta di essere stato fermato solo per controlli, mai per un’infrazione né altri reati. Vabbè, una rissa con un poliziotto, ma credo che faccia parte del personaggio. Graziano non è aggressivo come lo descrivono, è simpatico, un vulcano, una persona che ha mille esperienze da raccontare, non è l’orco che mi hanno descritto. E poi… dadà… proprio quando decido di riposarmi, ecco l’offerta che non posso rifiutare: Graziano mi chiede se voglio guidare il camion? Ma certo, wow!!! Così, ci fermiamo in un’area di sosta e dopo una lezione lampo di 5 minuti, muovo i miei primi passi con questo bestione di 300 quintali e lo sposto da una parte all’altra del parcheggio. Mi sento il re della strada!! Una figata… Provate voi a farlo con 16 marce!!!

I problemi delle aziende di trasporto


 
Ci prendiamo un caffè e parliamo delle preoccupazioni per gestire un’impresa di trasporti: costo del carburante e costo dei pedaggi autostradali sono le voci di spesa più consistenti nel fatturato aziendale, dei veri e propri “costi di produzione”. Ma sono tante le criticità che in questi anni di crisi sta affrontando la categoria. Il cabotaggio, i tempi di consegna che risentono molto spesso del traffico nelle principali arterie autostradali italiane e delle regole sul cronotachigrafo poco flessibili. Il viaggio continua… e parliamo del privato, del suo privato. E scopro un Graziano dal cuore grande. Un uomo con sofferenze tali che forse sono la causa della rabbia e della tensione di cui parlano gli amici. E mentre parliamo di queste cose… da dà! Arriviamo a Brescia e davanti a noi si presenta il metal detector per camion, l’unica cosa che ci può fermare la nostra inarrestabile consegna del carico. Finalmente scopriremo se la merce che abbiamo trasportato è più o meno radioattiva.

Arrivati!


 
Tra una battuta e l’altra non nascondo la preoccupazione al mio compagno di viaggio, ma ecco che il semaforo da arancione… passano i minuti, andiamo a passo d’uomo... diventa verde!!! Ok, possiamo andare avanti e scaricare il combustibile nell’impianto futuristico di Brescia. Finalmente entriamo è lo spettacolo che ci presenta è da fantascienza. Un’enorme capannone dove i rifiuti sono una ricchezza. Ecco svelato il nostro carico. Graziano avvicina il mezzo alla fossa dove verrà scaricato il carico e avvia la macchina che inizia a sputare fuori quintali di rifiuti nel serbatoio (30metrix50metri) e un gigantesco ragno meccanico li raccoglie per depositarli nell’impianto. Davanti a questo ci divertiamo come dei ragazzini. E io mi sento come Charlie Chaplin in Tempi moderni quando viene risucchiato dalle macchine…

Il rientro a casa


 
Ce l’abbiamo fatta. Il camion del mio amico viene lavato e disinfettato pronto per un’altra giornata di viaggio. Possiamo ripartire per Roma e quando arriviamo, al tramonto, è il momento di salutarci. Il Graziano dell’alba non c’è più. Adesso sto salutando un amico, un uomo tosto, un toro che va avanti a testa bassa, un vero camionista con un cuore grande, con valori e sensibilità unici. Un titolare d’azienda che vive il lavoro come una missione. Ma soprattutto Graziano è ancora sulla strada come quando ha iniziato questo mestiere, perché lui è un vero Inarrestabile.
 

Marco Berry