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Milazzo, 8.30

Ed eccoci finalmente all’incontro con una donna simbolo dell’autotrasporto italiano, Antonella Gallo, ma è più conosciuta come ‘Sirenetta’, l’eroina Disney raffigurata in ogni angolo del suo camion.

Tra tutti i camion d’Italia, ce ne è uno inconfondibile, infatti quello su cui viaggerò oggi è il più colorato e riconoscibile. Tra poco conoscerò il camionista incredibile che lo guida e insieme partiremo dalla Sicilia per un carico che non può tardare: la Sirenetta Antonella. Ci incontriamo a Milazzo ore 8.30 nel piazzale della sua azienda di trasporti. Un sorriso solare in siciliano stretto, e dopo le presentazioni mi permette di entrare nella sua cabina del tir. Un salotto, un angolo dove i colori e gli oggetti mi presentano immediatamente la personalità di Antonella. Ma scopro subito che è pensata solo per una persona a bordo, infatti c’è solo il sedile di guida e tutto il resto è divano e ripiani colmi di oggetti ricevuti da amici e ammiratori. A volte, mi racconta, trova dei “regalini o lettere sugli scalini del camion”. Sì, perché Antonella nel mondo dell’autotrasporto ha già un suo seguito conquistato e conosciuto nei raduni o nelle fiere di settore. ‘Meglio invidiata che compatita’ è una scritta che spicca sul fianco del mezzo. Antonella ha davvero una grinta invidiabile, si capisce subito.

 

 

Comincia la nostra giornata di lavoro. ma si presenta subito il primo intoppo

Sono ancora immerso nel mondo colorato della Disney, che Antonella mi riporta alla realtà. Abbiamo un carico di merce alimentare che dobbiamo raggiungere per le 16.00 altrimenti perdiamo una giornata di lavoro e di costi considerevoli, ma prima, dobbiamo cambiare la motrice per consentirmi di viaggiare con lei in sicurezza. Come vi avevo spiegato nella sua cabina manca un sedile e quindi, dobbiamo recuperare la Sirenetta 1. In questa difficile operazione di sgancio e rimozione, mi vengono affidate le chiavi e la responsabilità di muovere il suo mezzo più importante. Mi ha preso in contropiede, ne sarò capace? Chissà, ci provo…

Dopo 2 ore e 15 minuti di frizione, manovre, sgancio di tubi, cavi, e retromarce, stiamo per farcela… l’operazione è stata più complicata del previsto. Ma cambiamo la cabina e finalmente partiamo verso la nostra meta. Mi dispiace solo che la mia presenza possa creare qualche difficoltà ad Antonella. Ormai capisco che il ‘tempo’ è fondamentale per ogni autotrasportatore.

 

 

Prima tappa: arrivare in tempo al traghetto per la Calabria

Abbiamo davanti 300 chilometri per raggiungere il nostro carico. Sembrano pochi ma dobbiamo prendere un traghetto per la Calabria e percorrere l’autostrada più disastrata d’Italia, la Salerno-Reggio Calabria. Antonella ride, scherza, sembra spensierata, ma in realtà dalla sua ditta dipende lo stipendio delle 15 famiglie dei dipendenti che lavorano per lei. Ma come è nata la passione di Antonella per questa professione? A 13 anni ruba il camion del padre e percorre 70 chilometri prima di essere riprese. Il padre preoccupato, la madre piangente e lei, bambina, femmina in una terra come la Sicilia, che sfida regole e luoghi comuni per conquistare il suo sogno di diventare autista di camion. Anche il suo tempo libero lo dedica al camion, ai raduni dove incontra tanta gente con la sua stessa passione. “Preferisco spendere i miei soldi per il camion, che per andare in ferie, in vacanza. Quando passo con la mia Sirenetta regalo un sorriso anche a chi è triste”, mi spiega Antonella, “lavoro sempre in prima persona, non riesco a scendere dai camion”. Ma hai dei figli le chiedo? “Certo, Rosario di 19 anni che vive in Calabria e ogni martedì all’andata e il sabato quando rientro, mi fermo da lui. Poi c’è il piccolo Simone di 9 anni che vive a Ragusa”. Entrambi i figli sono il suo tesoro più grande, ma purtroppo le storie con i loro padri non sono andate come sperava. 2 principi azzurri (autisti anche loro), che con il tempo si sono scoloriti…

 

Ore 12.00, saliamo sul traghetto

Finalmente arriviamo al porto e speriamo di riuscire ad imbarcare il mezzo sul traghetto Caronte prima che scatti il blocco per i mezzi pesanti delle 12.00 e sono le 11.48. La tratta dura 30 minuti. Questa formula è la cosiddetta autostrada del mare, il trasporto intermodale gomma-nave. Semafori, traffico urbano, tutto sembra contro di noi. Ma riusciamo per pochi minuti ad arrivare in tempo. E via… saliamo sul traghetto. La preoccupazione di Antonella rimane quella di non arrivare in tempo a caricare la merce perché questo vorrebbe dire perdere una giornata di lavoro e i costi per un camion come il suo possono arrivare, tra costo del lavoro, carburante, autostrada e traghetto, fino a 2.600 euro. Intanto mangiamo qualcosa al bar della nave e mi racconta di aggressioni che come donna-autista ha subito nel corso degli anni. Una volta, prima di prendere il traghetto gli capitò di scontrarsi con un’auto e mentre la discussione con l’altro conducente stava per sfociare in una vera e propria aggressione fisica, fu soccorsa subito da alcuni rom che intervennero in sua difesa. Ma non solo. Per una donna che viaggia da sola giorno e notte per le autostrade, i pericoli non mancano. Nei bagni di un autogrill fu vittima di un tentato stupro, ma grazie alle urla di un’altra donna che entrando vide tutta la scena, l’aggressore fuggi di corsa. Anche di fronte ai ricordi più dolorosi, Antonella non perde il sorriso e continua la sua professione più forte e sicura di sé. Anche questa è la Sirenetta, solare, sorridente anche di fronte alle difficoltà, determinata nel lavoro e grande imprenditrice.

La Salerno-Reggio Calabria di fronte a noi...

Siamo in ritardo. Siamo sempre in ritardo. Parliamo di tempo e neanche a farlo apposta, per uscire dall’area portuale troviamo un passaggio bloccato da un altro camion. Dopo varie abili manovre di Antonella riusciamo ad uscirne. Ogni sfida per la Sirenetta ha un risvolto positivo, e ironicamente, mentre entriamo in autostrada, loda la peculiarità di questa drammaticamente famosa arteria stradale italiana… “Se uno non sa guidare in questa autostrada non può fare il camionista. Siamo tutti bravi su una strada dritta a tre corsie. Qui invece il bello è vedere cantieri che aprono e chiudono, deviazioni improvvise, restringimenti vari, almeno facciamo zig zag sempre diversi”. Adoro lo spirito e la positività dell’inarrestabile Antonella! Niente ferma questa donna. Non si scoraggia mai.

Il viaggio prosegue e incontriamo Rosario

“Mi sono caduti pancali addosso, incidenti vari di lavoro, sono persino rimasta cieca per mesi dopo un errore di trasfusione dopo il parto di Simone”, così Antonella mi elenca quelle che chiama ‘cadute’. E nessuno che in ospedale le teneva la mano. Tutte difficoltà che, insieme alla fine dei suoi rapporti sentimentali, l’hanno resa più forte e sicura di farcela nella vita anche senza un uomo accanto. Ed ecco che arriviamo all’appuntamento con Rosario che ci aspetta all’uscita di un casello autostradale nel salernitano. Un ragazzo molto dolce, con lo sguardo intelligente, la copia al maschile di Antonella. E come lei, anche lui sogna di lavorare con i camion, di fare la stessa professione della madre. Ma Antonella non vuole e lo dice chiaramente Non vuole questa vita nomade per il figlio. Dice di amare questo lavoro alla follia ma teme che il suo primogenito possa seguire le sue orme… una contraddizione assoluta! Salutiamo Rosario e riprendiamo la nostra strada.

 

 

15.58, arriviamo alla nostra destinazione e ci salutiamo

A pochi chilometri dalla ditta di prodotti alimentari sembra di essere arrivati in tempo per riempire il camion frigo. Sembra che ce l’abbiamo fatta. Sembra, infatti, perché in realtà quando arriva il titolare per comunicarci il tipo di merce da caricare… ci dice invece che è tardi e che fino al giorno successivo non ha niente per Antonella. Anche questo fa parte della professione del camionista: sacrifici, una lotta contro il tempo che molto spesso non ripaga, carichi non pronti, costi del viaggio e ore di lavoro, e tempi morti nell’attesa del carico da trasportare.

Antonella per la prima volta dal nostro incontro ha perso il sorriso, la vedo preoccupata e decido che è arrivato il momento di salutarci e lasciarla alle sue incombenze burocratiche. Per me intanto il viaggio continua. Devo andare in Veneto a conoscere Adriano, il leone di Venezia.

È stato un grande piacere conoscere Antonella, una donna forte e allegra, determinata e fragile al tempo stesso. Una titolare d’azienda, una camionista, una madre che non molla mai!! Un supereroe come mi ha detto il figlio Rosario quando abbiamo parlato da soli. Un supereroe che come maschera ha il suo colorato e allegro mezzo di trasporto. Non un semplice camion, ma il camion dell’inarrestabile Sirenetta!

Marco Berry