PUNTATA 4

ANDATA IN ONDA il 28 Luglio 2014 su LA7 alle 22:30

Walter Lilli

Classe 1961, umbro, Walter comincia a lavorare con il padre a soli 12 anni, sale sul camion e comincia a guidarlo senza patente. Il padre ha un azienda di trasporti che alla scomparsa ereditano Walter e il fratello. Liti e incomprensioni portano i fratelli a chiudere la ditta. Walter prosegue la professione di camionista aprendo una sua azienda di trasporti che oggi conta 20 mezzi, il fratello invece ha cambiato strada e fa il fornaio.
Walter ha iniziato trasportando mobili dal nord al sud Italia, è passato poi al bestiame: (bovini, agnelli e cavalli ma non maiali che ha trasportato una sola volta ma che non ha voluto più trasportare perché’ difficili da far salire a bordo. Nei primi anni ‘90 ha iniziato a viaggiare verso l’Europa dell’Est dove, tra le altre cose, racconta di piccanti storie con gentildonne locali. Ha trasportato anche tessuti e abbigliamento in Russia e Kazakistan. La sua ditta in quegli anni contava già alcuni dipendenti, così ad esempio, lui trasportava il mezzo con il carico fino in Ungheria e poi finivano il trasporto a destinazione i cosiddetti “palloncini” (coloro che prendevano il camion con la merce, la consegnavano e riportavano il mezzo al proprietario).
La sua vita è sulla strada e oggi come ieri, continua a fare trasporti personalmente pur avendo molti dipendenti e passa il meno tempo possibile in ufficio.
Alla domanda su quale sia il suo hobby, Walter risponde candidamente che sono le donne e per questo si definisce uno spirito libero. Malgrado questa passione, forse solo frutto di battute, Walter ha una solida famiglia, si è sposato a 21 anni con “la filippina”, così chiama la moglie perché è casalinga, si occupa delle faccende e fa crescere i loro 3 figli.
Walter conosce ogni strada e autostrada che percorre da decenni, nel corso della sua carriera è stato anche coinvolto in alcuni incidenti senza grandi conseguenze. Ha raccontato poi la curiosa storia che gli autisti che guidano sempre e solo il proprio camion personalizzato, lo fanno quasi sempre in ciabatte in quanto la cabina viene vissuta come una seconda casa e non possono certo sporcare la loro casa con scarpe sporche di fango!!!!
Negli ultimi anni il lavoro è cambiato molto diventando più stressante a causa di difficoltà economiche e di normative sempre più strette sulla professione, attualmente trasporta i “new jersey”, barriere autostradali in cemento armato vibrato. I suoi dipendenti sono una ventina, italiani e stranieri e fra questi, ci tiene a sottolinearlo, c’è anche una donna croata di nome Mirela. E tutti, sono inarrestabili.

Raffaele Buffolino

Raffele Buffolino, 41 anni, beneventano, titolare dell’azienda di trasporti Eurobestiame Srl, autotrasportatore da 3 generazioni, è sposato con Daniela da 20 anni e hanno due figli di 19 e 12 anni.
La sua azienda è stata fondata nel 2004 a Limatola in Provincia di Benevento, ma l’esperienza e la professione l’ha ereditata dalla famiglia, il padre Vincenzo e il nonno Raffaele prima, avevano un’azienda individuale sempre nel trasporto bestiame. Avevano anche una macelleria dove, come racconta lui stesso, è cresciuto e ha iniziato a fare i primi passi. Quando da piccolo accompagnava il padre nei mercati o ai macelli, rimaneva incantato davanti ai camion e sognava di averne uno tutto suo da guidare. Oggi, il sogno di quel bambino è diventato realtà, e nel 2004 è riuscito a mettersi in proprio insieme alla moglie Daniela e a possedere una grande flotta di mezzi (tutti gialli e neri) in continua crescita cercando di andare incontro alle richieste di clienti e fornitori e alle normative in ambito di sicurezza degli animali.
Ogni giorno migliaia di animali destinati all’allevamento e alla macellazione sono trasportati sulle strade d’Europa; l’Italia rappresenta un importante crocevia di questo commercio in quanto Paese importatore e di transito verso altri Paesi Ue o Paesi terzi. L’azienda di Buffolino è una delle più grandi del settore e la passione di Raffaele per questo lavoro è indescrivibile. A Marco Berry che ha fatto un lungo viaggio con lui fino in Sardegna e ritorno, ha spiegato che “solo chi fa questo tipo di lavoro lo può capire e apprezzare la cura nel gestire gli animali, mentre chi lo vede dall’esterno pensa che sia 'na’ cosa brutta”. Per Raffaele chi fa trasporto bestiame ha una marcia in più rispetto al camionista normale, perché oltre ai mezzi ama e rispetta anche quello che ha la responsabilità di trasportare.
Le fatiche di questo lavoro sono tante come racconta lui stesso: carichi spesso impossibili con allevatori e pastori che non collaborano, il costo del carburante, i viaggi intermodali, le responsabilità sul carico e, soprattutto, i continui controlli. Raffaele è un gran lavoratore, un serio professionista, un cowboy on the road, un vero inarrestabile.

http://youtu.be/a7U_sXC7gKI?list=UUxrPzaf2B_l6NvnmIRp5EKg